Significato dei tattoo maori

Dietro questo particolarissimo stile di tatuaggio si nasconde la storia ed il fascino di una cultura senza tempo che ha abitato la Nuova Zelanda dall’inizio dei tempi. I disegni Maori sono senza dubbio una delle maggiori tendenze nel mondo dei tatuaggi. Nè sono prova attori, sportivi ed altri personaggi celebri che hanno deciso di legarsi a questa particolare corrente estetica di body art. Tuttavia, dietro l’aspetto accattivante di questi tatuaggi spesso si cela un significato più profondo e introspettivo.

La funzione dei tatuaggi Maori
Anticamente questi tatuaggi svolgevano il compito di sancire il passaggio di un individuo verso l’età adulta, che in quanto tale comportava tutta una serie di obblighi morali ed etici. L’origine dei tatuaggi Maori è comunemente associata alle popolazioni autoctone dell’area settentrionale della Nuova Zelanda, seppur con radici polinesiane. Queste utilizzavano il tatuaggio come una forma di comunicazione e riconoscimento sociale; attraverso di esso riuscivano a riconoscere con accuratezza casta, origine e professione di ciascuno, oltreché particolari meriti. In altre parole, tatuarsi non aveva una funzione decorativa della propria persona, ma fungeva quasi da documento di identità.

Tecnica di esecuzione
Solitamente eseguiti con strumenti piuttosto rudimentali, come piccole ossa appuntite, bastoncini e inchiostri estratti dalle piante, i tatuaggi Maori venivano realizzati con due tecniche ben diverse. La prima, chiamata puhoro, consisteva nel battere ripetutamente sulla pelle, tramite un bastoncino, una punta ossea intinta nell’inchiostro affinché questo penetrasse negli strati cutanei sottostanti. La seconda tecnica, decisamente più dolorosa e invasiva, prende il nome di moko whakairo. Questa prevedeva l’uso di piccole lame e scalpelli con i quali veniva incisa la pelle per poi essere ricoperta di pigmenti. La rimarginazione della ferita contenente i pigmenti creava un particolare effetto di rilievo sulla pelle che metteva in risalto il disegno.

Il significato
Il significato dei tatto Maori, nonostante le raffigurazioni piuttosto riconoscibili ed intuitive, è sconosciuto ai più. Molte volte è la stessa posizione a conferire un significato diverso al tatuaggio. Quelli eseguiti sulla parte superiore del corpo infatti sono più rappresentativi di una sfera spirituale e moralmente elevata, quelli nella parte inferiore invece sono più legati a concetti terreni e materiali. Per esempio, tatuarsi su una parte posteriore del corpo, come la schiena o il retro della spalla stava a simboleggiare un evento passato, al contrario, tatuarsi il petto o addirittura il viso rappresentava la raffigurazione del proprio futuro; o ancora, farsi tatuare sul lato sinistro del corpo era abitudine tendenzialmente femminile, mentre sul lato destro sottolineava la virilità e la forza dell’uomo. Nello specifico, tatuarsi alcune zone del corpo comunicava messaggi molto chiari. La testa ad esempio, essendo la parte più alta del nostro corpo, quella deputata al pensiero e alla saggezza, se tatuata conferiva al disegno un tono più introspettivo e spirituale. Il petto invece veniva considerato come il congiungimento tra la testa, simbolicamente il cielo, e la terra, rappresentati dagli arti inferiori; per questa ragione era comunemente interpretata come un’area armonica, ricondotta al concetto di equilibrio.

In conclusione, è importante ricordare prima di tatuarsi un disegno Maori, che questo appartiene ad una cultura che vi attribuisce un significato simbolico molto profondo ed estremamente specifico; pertanto sarebbe opportuno, documentarsi a sufficienza sui significati e i messaggi che esso rappresenta.

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