Sindrome post-finasteride

Tante posizioni sull’argomento che è ancora al centro del dibattito scientifico. Ma che trova opinioni divergenti anche sui canali del web, tra forum e social.

Quando si parla di Finasteride per la cura delle calvizie di origine androgenetica, si sente sempre più spesso parlare anche di “Sindrome Post-Finasteride”. Che cosa significa? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sul perché questo argomento sia tanto dibattuto, suscitando l’attenzione generale, anche di televisioni e politica, oltre che a scatenare il popolo della rete.

La “sindrome post-finasteride” riguarda quei disturbi che potrebbero persistere anche quando si sospende il farmaco e che interessano, prevalentemente, la sfera sessuale. Dobbiamo necessariamente ricordare che Finasteride fu utilizzato inizialmente, intorno agli anni ’70 del secolo scorso, come un valido farmaco per curare patologie benigne della prostata e, nello specifico, quei disturbi dovuti ad un’alterazione dell’ormone DHT.

Proprio per la sua capacità di inibire la conversione del testosterone in DHT, il suo uso fu poi esteso alla cura per la caduta dei capelli provocata dall’Alopecia Androgenetica, ossia la forma più comune di calvizie che colpisce circa l’ottanta percento degli uomini. Siccome, pertanto, questo farmaco agisce sui fattori ormonali, Finasteride ha tra i suoi possibili effetti collaterali, eventuali disturbi sessuali, come la disfunzione erettile, l’impotenza e il calo del desiderio. Ma, attenzione, non per questo bisogna cedere il passo a sconsiderati allarmismi. Atteniamoci invece alla realtà. Come per tutti i farmaci in circolazione infatti, gli effetti indesiderati costituiscono solo una “possibilità”, non una “certezza”. Tuttavia, se la premessa era necessaria per capire il problema, l’argomento del dibattito va oltre e, nello specifico, riguarda la persistenza degli effetti indesiderati. Ossia, i disturbi che potrebbero presentarsi come “effetto indesiderato” in seguito all’assunzione di un determinato prodotto, di norma, dovrebbero poi scomparire nel momento in cui si sospende l’uso stesso del farmaco. In merito alla cura delle calvizie e all’uso di Finasteride, esiste invece una discussione molto accesa sulla cosiddetta “Sindrome post-Finasteride” e che, quindi, accende i riflettori sulla possibile persistenza di tali disturbi, nonostante la sospensione. Questo dibattito ha avuto una grande onda mediatica, coinvolgendo i mass-media, ma ha interessato anche la politica con un’interrogazione parlamentare ad hoc, da parte di un esponente del Pd.

Ad oggi tuttavia non ci sono studi scientifici che abbiano dimostrato con certezza questa “Sindrome post-Finasteride” e anche leggendo l’articolo all’indirizzo https://calviziehelp.it/finasteride-effetti-collaterali-allarmismo-giustificato/ che tratta in modo molto approfondito l’aspetto degli effetti collaterali con riferimenti a moltissimi studi, si può dedurre che non ci sono ancora dati ufficiali che supportino “La Sindrome”.

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